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La malaria nel mondo

Secondo le stime più accreditate dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), quasi 500 milioni di persone contraggono ogni anno la malaria e tra questi 2 milioni sono le persone che muoiono. Il dramma peggiore è che il 90% sono bambini africani sotto i cinque anni. La malaria uccide un bambino ogni 30 secondi, 3000 bambini al giorno al di sotto dei 5 anni.

Queste cifre sono dovute al fatto che 2.400.000.000 persone (il 40% della popolazione mondiale) vivono in paesi a rischio di malaria. Il 90% dei casi sono concentrati nell'Africa sub-sahariana, dove la malaria è ormai divenuta la prima causa di morte (aumento di mortalità del 40% negli ultimi 25 anni).

La Malaria è endemica in 101 paesi: 45 in Africa, 21 in Sud America, 4 in Europa, 14 in Medio Oriente, 8 nel Sud-Est Asiatico e 9 nell'area del Pacifico.

Il 50% dei malati africani non risponde più alla clorochina, il tradizionale farmaco antimalarico, a causa di prescrizioni ed impieghi scorretti che ne hanno causato la farmaco-resistenza.

Per ridurre del 50% le morti di malaria, Organismi autorevoli hanno stimato che sarebbe necessario un investimento di un miliardo di dollari. Purtroppo, attualmente il 90% degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci è destinato a patologie che riguardano solo il 10% della popolazione mondiale.

Nel marzo 2004, l’OMS si è impegnata a regolare direttamente le forniture di farmaci, grazie all’intervento del Global Fund, che si è impegnato a tentare di mettere insieme quantitativi sufficienti di farmaci antimalarici attivi di nuova generazione (ACT therapies) per i Paesi, per i quali questi farmaci sono diventati essenziali.

Purtroppo ancora solo 9 dei 45 Paesi africani che hanno deciso di adottare questo cambiamento terapeutico hanno effettivamente accesso alle ACT therapies e solo da poco hanno iniziato ad usare questi trattamenti più efficaci contro la malaria, mentre la grande maggioranza di Paesi endemici continua ancora ad utilizzare farmaci divenuti ormai inefficaci.